martedì 7 agosto 2007

Usi il Wifi in giro? Occhio agli spioni, ti rubano la posta e l'identità



La conferenza di sicurezza informatica Defcon tenutasi pochi giorni fa a Las Vegas ha visto riuniti alcuni dei migliori smanettoni del mondo per presentare le loro scoperte. Son dolori per tutti: una delle segnalazioni più clamorose è la facilità con la quale si può non soltanto intercettare una connessione a Internet effettuata in un luogo pubblico tramite i tanti siti Wifi di alberghi, locali e Internet café, ma addirittura assumere l'identità dell'intercettato, raccogliere le sue informazioni personali, leggere la sua posta e sostituirsi a lui o lei in tutto e per tutto, senza conoscere alcuna password.

Robert Graham, della Errata Security, ha dimostrato spettacolarmente l'efficacia della propria tecnica d'intrusione prendendo il controllo di una sessione Web di Gmail e leggendo la posta della vittima durante la sua presentazione. Ha poi ripetuto la dimostrazione per i giornalisti rubando l'account di posta sacrificale di George Ou di ZDNet. Le foto sono qui.

L'attacco si basa sul fatto che la maggior parte degli accessi Wifi pubblici o a pagamento lavora senza cifratura, per semplicità, per cui il flusso di dati grezzo trasmesso via radio è intercettabile da chiunque sia dotato di un normale laptop con scheda Wifi e di un apposito programma sniffer che legge e decifra i dati che girano in chiaro nell'etere. Graham ha usato Ferret su Windows, ma ci sono moltissimi altri programmi analoghi, quasi tutti gratuiti e per tutti i principali sistemi operativi.
In sé questa non è una novità: da anni si sa che usare un Wifi non cifrato è un rischio. La novità è che Graham ha dimostrato che pescando dal flusso di dati i cookie (file temporanei mandati dai vari siti per gestire le sessioni), basta immettere questi cookie nel proprio browser (usando un apposito programma scritto da Graham, di nome Hamster, mostrato in azione nella foto tratta da TGdaily.com) per assumere l'identità della vittima o spiarne l'attività e la corrispondenza presso qualsiasi sito che gestisca le sessioni tramite cookie non cifrati: Gmail, Google Maps (per sapere dove abita la vittima rubandone i luoghi preferiti), Myspace, Hotmail, Facebook e tanti altri. Non occorre conoscere né nome utente, né password.

La falla, secondo Graham, sta nel fatto che le sessioni di questi siti non sono cifrate completamente: lo sono soltanto all'inizio, quando ci si collega e si immettono i propri codici d'accesso. Da quel punto in poi, le sessioni proseguono in chiaro, sfruttando i cookie come chiavi di sessione per "garantire" (si fa per dire) l'identità dell'utente.

I rimedi sono di vario genere. Chi sa usare una shell protetta (Secure Shell, SSH) o una rete privata virtuale (Virtual Private Network, VPN) è bene che la usi: evitare gli accessi Wifi non cifrati è comunque altamente consigliabile; e in ogni caso la sessione andrebbe cifrata interamente ove possibile. Per esempio, Gmail non cifra la sessione se vi si accede digitando http://mail.google.com, ma lo fa se si digita https:// al posto di http://.

Purtroppo la maggior parte degli utenti non sa neppure di essere esposta a questo genere di rischio e quindi dissemina infinite tracce della propria identità che chiunque può raccogliere. Non sapendolo, non sa neanche di dover prendere delle contromisure, e i siti hanno la loro parte di responsabilità nel non gestire di default le sessioni usando la cifratura.

Articolo di Attivissimo, GRAZIE!!!

mercoledì 20 giugno 2007

DIFENDERSI DAI VIRUS, ECCO COME...

Infettati quasi diecimila siti italiani di ogni genere

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E' sicuramente la notizia del momento: ne parlano PC al Sicuro, Punto Informatico e, in inglese, Slashdot, The Register, Websense, Trend Micro e ZDNet. Symantec elenca alcuni dei siti compromessi dall'attacco in corso da sabato scorso ai danni di un enorme numero di siti, principalmente italiani.

L'attacco è stato molto improvviso: ha preso inizio con un'infezione ai danni di oltre un migliaio di siti Web, prevalentemente italiani, che usano Internet Information Server di Microsoft; da lì è partito un contagio esponenziale.

Secondo alcune indicazioni, il provider maggiormente colpito è Aruba. I siti infettati, se visitati con un computer Windows (con qualsiasi browser) non opportunamente blindato, iniettano automaticamente nel computer del visitatore del codice ostile che consente ogni sorta di malefatta, compreso il furto di dati personali.

E' importante, per gli utenti, tenere presente che nessun genere di sito è al sicuro: risultano coinvolti anche rispettabilissimi siti commerciali e di comuni e pubbliche amministrazioni. La trappola scatta semplicemente visitando una pagina Web con un computer Windows (gli utenti Mac e Linux sono sostanzialmente immuni).

Chi usa Windows deve aggiornare appena possibile il proprio antivirus e tutti i programmi che interagiscono con Internet, oltre al proprio sistema operativo, perché l'attacco sfrutta anche falle in Apple Quicktime e WinZip. Va detto che si tratta sempre e comunque di vulnerabilità che sono già state risolte dai produttori, per cui la cosa migliore è appunto assicurarsi che il proprio computer sia completamente aggiornato, usando per esempio il servizio di verifica gratuita di Secunia.

GRAZIE: attivissimo.blogspot.com

IMMAGINI FANTASTICHE


Quanti megapixel? Parliamo di gigapixel...

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Una foto da 9,9 gigapixel? Un po' troppo per la vostra fotocamera nuova di pacca? Eccovi le nuove frontiere dell'immagine digitale. Sul sito Haltadefinizione (sponsorizzato da DeAgostini) trovate un bell'esempio di utilizzo della tecnologia per consentire di visitare un'opera d'arte in un modo altrimenti impossibile.

Date un'occhiata all'affresco della Gloria di Sant'Ignazio, di Andrea Pozzo, visitabile nella chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Roma: lo potete zoomare fino a un livello di dettaglio incredibile, degno di Blade Runner, e potete anche confrontare l'opera finita con il bozzetto (che è già di per sé un'opera d'arte).


L'immagine è costituita da un collage di quasi 1200 foto, che tappezzano un'area di 149.307 pixel di larghezza per 65.984 pixel d'altezza.

Nel medesimo sito trovate anche molte altre opere d'arte visitabili virtualmente in questo modo straordinario. Quando vi dicono che l'informatica è per gli smanettoni e gli asociali, rispondete con quest'esempio.

Aggiornamento (2007/06/20): Come hanno notato alcuni lettori, la megafoto (o forse dovrei chiamarla gigafoto) contiene una sorpresa: un'immagine di Spongebob. Non è un fotomontaggio e non sembra essere uno scherzo degli autori della fotografia: è un palloncino vero e proprio, un po' sgonfio. Stranamente, però, il palloncino è appeso e non fluttua sotto l'affresco. Buona caccia :-)

GRAZIE: http://attivissimo.blogspot.com/

giovedì 3 maggio 2007

Chi sarà il nostro nuovo sindaco?

Oramai siamo vicini alle prossime elezioni, chi sarà il nostro nuovo sindaco, chi prenderà il posto dell'amato sindaco uscente Elvio Ubaldi, l'eredità sarà pesante ma noi ci auguriamo che chiunque sia faccia del suo meglio per noi e la nostra città.

Photobucket - Video and Image HostingVS.Photobucket - Video and Image HostingVS.Photobucket - Video and Image Hosting

giovedì 26 aprile 2007

Home page e felicità

Oggi sono vermante soddisfatto di me stesso, tanto d volerlo condividere con chiunque.
Ho deciso allora di postare questa mia FELICITA':
oggi ho tenuto la mia prima lezione di informatica
I miei piccoli alievi sono stati veramente BRAVISSIMI
questo mio piccolo contributo alla classe di mia figlia mi ha riempito di gioia
BELLISSIMA SENSAZIONE

e per festeggiare questo evento vi regalo queste stupende home page, cliccate e vedete
http://muchbetterthanthis.com#
http://www.papertoilet.com#
http://www.onlynothing.com#
http://www.pleasetouchme.com#
http://www.biglongnow.com#
http://www.vaiavanti.com#

giovedì 5 aprile 2007

Scarafaggio gioiello L'ultima frontiera della moda TRASH


Se volete essere alla moda ad ogni costo, non potete non possedere questo enorme esemplare di coleottero VIVO proveniente dal Madagascar, tutto tempestato di Swarovski elegantemente assicurato al vostro corpo da un collarino che gli permette di passeggiare tranquillamente sulle vostre spalle o sul vostro decoltè senza pericolo di scappare al vostro controllo, per acquistarlo on line al prezzo di 80 dollari, basta andare su http://www.jaredgold.com/Lisa.html#, ed il prezioso animaletto vi verrà comodamente spedito alla vostra abitazione.
Si rimane strabiliati, riflettendo fino a dove è capace di spingersi la voglia di glamour, ma siamo anche convinti che lo "Scarovski", se ci permettete il piccolo gioco di parole, farebbe la gioia di tutti i cultori del trash.
Buon acquisto!!!

mercoledì 21 marzo 2007

Prova: Google Docs and Spreadsheets



Google permette di scrivere documenti e fogli di calcolo senza installare nulla



Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "mauro.dalex****" e "piumichele".
Questo articolo vi arriva grazie al fantastico lavoro svolto da "IL DISINFORMATCO" (Attivissimo.BLOG)

Google ha da poco presentato la nuova versione di Google Docs and Spreadsheets, o Google Documenti e Fogli Lavoro, disponibile sia in forma gratuita, sia in edizione a pagamento (Premier Edition).

Si tratta di un'area del sito di Google che si comporta come una versione semplificata di una suite di applicazioni d'ufficio: un "programma" di scrittura, uno per la generazione di spreadsheet (fogli di calcolo), un calendario e un "programma" per la gestione della posta (Gmail) che include una funzione di chat.

A queste "applicazioni" di base si affiancano una gestione delle foto e un editor di pagine Web, tutti accessibili da qualsiasi browser compatibile (Internet Explorer 6 e successivi, Firefox, Mozilla, Netscape), senza dover installare assolutamente nulla sul proprio computer. In pratica, si fa a meno di Microsoft Office o OpenOffice.org, perlomeno per la realizzazione dei documenti più semplici.

Questo è un bonus non indifferente per chi lavora in ambienti nei quali è vietato installare software (come per esempio alla RTSI, dove mi trovo a fare ogni martedì un programma sull'informatica usando computer sui quali non posso installare nulla, per cui le prove le faccio sui miei computer personali) e per chi si sposta frequentemente da un computer a un altro.

I documenti creati con GD&S, infatti, vengono conservati sui computer di Google in aree protette da password e sono accessibili da qualsiasi computer collegato a Internet. E' possibile comunque salvarli localmente (per esempio sul proprio computer), esportandoli nei formati più comuni (Word, OpenDocument, PDF, RTF, HTML per i testi; CSV, OpenDocument, PDF e XLS per i fogli di calcolo). Viceversa, i documenti creati localmente sul proprio computer possono essere inviati a GD&S: i formati supportati sono OpenDocument, XLS e CSV per gli spreadsheet; Word, RTF, OpenDocument e OpenOffice/Staroffice per i testi.

L'accesso via Web ai documenti ha un'altra funzione estremamente comoda: la collaborazione. GD&S permette infatti a più utenti di scrivere e modificare contemporaneamente lo stesso documento. Questo è estremamente comodo per i gruppi di lavoro situati in luoghi geograficamente distinti che devono condividere e collaborare alla stesura di documenti e si scontrano sempre con il problema della gestione delle modifiche coordinate.

Le applicazioni, disponibili anche in versione italiana, sono spartane ma sufficienti per l'uso comune e non risentono di particolari lentezze, salvo nel caricamento iniziale. Per contro, c'è l'ovvio limite di qualsiasi soluzione gestita via Internet: se non c'è collegamento alla Rete, non c'è alcun modo di accedere ai propri dati (a parte le copie locali, che è comunque saggio fare periodicamente).

Una delle critiche più frequenti a GD&S e ad altre applicazioni via Web, che fanno parte delle nuove tendenze del software, è la relativa mancanza di sicurezza. Per prima cosa, l'accesso ai dati è sì protetto da password, ma la password è quella dell'account Google, e normalmente l'utente ha sempre l'account già aperto: di conseguenza, chiunque abbia accesso fisico al computer dell'utente può approfittarne per fare danni, perché si trova tutto già spalancato.

L'accesso ai dati, inoltre, avviene tramite una connessione non cifrata (anche se si può usare HTTPS per i documenti di testo), e questo espone al rischio d'intercettazione.

C'è poi un'altra considerazione di sicurezza: i dati sono in mano a Google. E man mano che Google estende la gamma dei propri servizi, accumula sempre più dati. Gli affidiamo la posta, i documenti, magari il calendario degli appuntamenti... una messe di dati che farebbe gola a qualsiasi governo animato da ambizioni di sorveglianza non proprio legittime. In molti casi, le normative sulla sicurezza posso addirittura vietare la conservazione dei documenti elettronici presso terzi. Queste sono obiezioni che potrebbero essere risolte da una versione "locale" di GD&S: un server o una appliance da acquistare e sul quale conservare tutti i dati, accessibili da qualsiasi computer della rete locale.

Le differenze fra la versione gratuita e quella a pagamento non sono molte in termini di funzioni software: per 50 dollari l'anno per ciascun account, gli utenti di GD&S Premier Edition hanno diritto a 10 GB di spazio per i documenti contro i 2 GB della versione gratuita, e hanno inoltre le API per interfacciarsi con i sistemi informatici aziendali e il diritto all'assistenza tecnica.

Uno dei bonus di queste applicazioni via Web è l'eliminazione di due grandi problemi di chi usa i computer, specialmente nelle piccole e medie imprese: la necessità di aggiornare periodicamente il parco macchine per supportare l'ennesima versione elefantiaca del sistema operativo e della suite per ufficio prediletta e il backup sistematico e sicuro (in luogo geograficamente distinto) dei documenti generati.

Considerata la scarsissima attenzione rivolta dalla maggior parte degli utenti al problema del backup dei dati, è probabile che i documenti siano molto più al sicuro nelle mani di Google che in quelle degli utenti.