mercoledì 17 ottobre 2007

Dialer, nuove grane per gli utenti Telecom?


Roma - Migliaia di utenti Telecom Italia rischiano di vedersi recapitare a casa una richiesta di recupero crediti per il mancato pagamento di servizi non richiesti, ma ugualmente fatturati: è l'allarme lanciato dal Movimento Difesa del Cittadino MDC in merito alla concreta possibilità che l'incumbent intenda riscuotere importi derivanti da dialer e servizi erogati su "numerazioni a valore aggiunto".

Insieme a MDC lo segnala anche Anti-Phishing Italia: alla base di questa iniziativa ci sarebbe un'errata interpretazione della delibera 107/07 dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, laddove (paragrafo 42 e seguenti) il provvedimento definisce i criteri da seguire per regolare la posizione debitoria tra operatori e incumbent e affrontare l'eventuale rischio di insolvenza.

Una nota di MDC spiega infatti:
A seguito di un'anomala interpretazione (...) Telecom Italia starebbe apprestandosi ad avviare migliaia di azioni per il recupero forzoso dei crediti derivanti dai famigerati dialers e da numeri speciali di altro operatore e servizi a sovrapprezzo mai richiesti dagli utenti.
"Abbiamo immediatamente interpellato l'Autorità - spiega l'avv. Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento TLC del Movimento Difesa del Cittadino - che ha convocato una riunione d'urgenza con le Associazioni dei consumatori, che si terrà proprio oggi pomeriggio a Roma. Ribadiremo come l'interpretazione di Telecom sia assolutamente in contrasto con le attuali norme di tutela dell'utenza e speriamo che l'Agcom intervenga per chiarire quello che potrebbe diventare un pericolosissimo equivoco".

L'Associazione ribadisce l'importanza, per i consumatori, di contestare immediatamente il traffico anomalo derivante da numeri speciali e servizi non richiesti; per questo ha messo a disposizione una nuova modulistica: "In mancanza di reclamo, infatti, l'utente potrebbe subire il distacco della linea o un'azione giudiziaria, senza neppure la garanzia del tentativo di conciliazione, non più necessario per il recupero dei crediti da parte delle aziende".

Dario Bonacina

Fonte:PUNTO INFORMATICO

martedì 16 ottobre 2007

Divertiti a far parlare il tuo PC


Non hai voglia di parlare, lascia che il computer lo faccia al posto tuo, con LOQUENDO, semplicemente dal tuo browser, potrai battere il testo che desideri, scegliere tra diverse voci, femminili e maschili e fatto il tuo testo si trasforma in voce.

Salvando il file potrai lasciare simpatici messaggi o spedirli per posta ai tuoi amici.

BUON DIVERTIMENTO
loquendo.com

lunedì 15 ottobre 2007

Windows Vista non piace all’Unione dei Consumatori Olandesi


di Matteo Luigi Turchetto - 15 Ottobre 2007 www.italiasw.com

windows vistaIl nuovo sistema operativo Windows Vista non piace neppure in Olanda: l’Unione dei Consumatori Olandesi (una specie di AltroConsumo) ha ricevuto nell’arco di 5 settimane più 5000 lamentele su Windows Vista, la maggior parte verte sull’incompatibilità drivers e l’instabilità del nuovo OS.
Constatato questo gran numero di reclami, l’organizzazione Olandese non ha potuto far altro che chiedere a Microsoft la spedizione di Windows XP a tutti i clienti cha abbiano acquistato una copia di Windows Vista e non si sentano soddisfatti, come’era immaginabile la MultiNazionale di RedMond ha rifiutato poichè le sole versioni elegibili per il downgrade sono Windows Vista Business e Windows Vista Ultimate.

LE PROTESTE

* La maggior parte delle proteste è inerente la compatibilità software all’indietro, programmi funzionanti con Windows XP non funzionano più a dovere o addirittura smettono di funzionare con Windows Vista.
* Una buona percentuale di reclami verte sulle periferiche del PC come le Stampanti, Scanner o Schede Video, diversi sono i casi di incompatibilità drivers o la totale mancanza di supporto.
* Una piccola percentuale (non per questo da sottovalutare) segnala invece problematiche generali ai PC su cui ha installato Windows Vista, i principali problemi sono rallentamenti, problemi di rete (network) ed un lentissimo Boot.

I CONSIGLI

Quest’associazione dei Consumatori conclude raccomandando l’installazione del nuovo sistema operativo della Microsoft solo ed esclusivante su PC con Hardware e Software già testato con Windows Vista, nel frattempo chiunque abbia il PC con Windows XP può aspettare rimandando l’acquisto o installazione al prossimo OS magari distribuito con il SP1.. (FONTE)

mercoledì 5 settembre 2007

MI FACCIA IL PIENO DI ACQUA SALATA

Sconvolgente invenzione di un'americano di nome John Kanzius, che avrebbe inventato il modo di bruciare l'acqua salata trasformandola così in carburante per alimetare i motori come quelli delle nostre automobili.
....non è che poi anche questa invenzione scomparirà nel buio, magari per interesse di qualke grande petroliere??
guardate questo video per capire meglio cosa stà succedendo

martedì 7 agosto 2007

Usi il Wifi in giro? Occhio agli spioni, ti rubano la posta e l'identità



La conferenza di sicurezza informatica Defcon tenutasi pochi giorni fa a Las Vegas ha visto riuniti alcuni dei migliori smanettoni del mondo per presentare le loro scoperte. Son dolori per tutti: una delle segnalazioni più clamorose è la facilità con la quale si può non soltanto intercettare una connessione a Internet effettuata in un luogo pubblico tramite i tanti siti Wifi di alberghi, locali e Internet café, ma addirittura assumere l'identità dell'intercettato, raccogliere le sue informazioni personali, leggere la sua posta e sostituirsi a lui o lei in tutto e per tutto, senza conoscere alcuna password.

Robert Graham, della Errata Security, ha dimostrato spettacolarmente l'efficacia della propria tecnica d'intrusione prendendo il controllo di una sessione Web di Gmail e leggendo la posta della vittima durante la sua presentazione. Ha poi ripetuto la dimostrazione per i giornalisti rubando l'account di posta sacrificale di George Ou di ZDNet. Le foto sono qui.

L'attacco si basa sul fatto che la maggior parte degli accessi Wifi pubblici o a pagamento lavora senza cifratura, per semplicità, per cui il flusso di dati grezzo trasmesso via radio è intercettabile da chiunque sia dotato di un normale laptop con scheda Wifi e di un apposito programma sniffer che legge e decifra i dati che girano in chiaro nell'etere. Graham ha usato Ferret su Windows, ma ci sono moltissimi altri programmi analoghi, quasi tutti gratuiti e per tutti i principali sistemi operativi.
In sé questa non è una novità: da anni si sa che usare un Wifi non cifrato è un rischio. La novità è che Graham ha dimostrato che pescando dal flusso di dati i cookie (file temporanei mandati dai vari siti per gestire le sessioni), basta immettere questi cookie nel proprio browser (usando un apposito programma scritto da Graham, di nome Hamster, mostrato in azione nella foto tratta da TGdaily.com) per assumere l'identità della vittima o spiarne l'attività e la corrispondenza presso qualsiasi sito che gestisca le sessioni tramite cookie non cifrati: Gmail, Google Maps (per sapere dove abita la vittima rubandone i luoghi preferiti), Myspace, Hotmail, Facebook e tanti altri. Non occorre conoscere né nome utente, né password.

La falla, secondo Graham, sta nel fatto che le sessioni di questi siti non sono cifrate completamente: lo sono soltanto all'inizio, quando ci si collega e si immettono i propri codici d'accesso. Da quel punto in poi, le sessioni proseguono in chiaro, sfruttando i cookie come chiavi di sessione per "garantire" (si fa per dire) l'identità dell'utente.

I rimedi sono di vario genere. Chi sa usare una shell protetta (Secure Shell, SSH) o una rete privata virtuale (Virtual Private Network, VPN) è bene che la usi: evitare gli accessi Wifi non cifrati è comunque altamente consigliabile; e in ogni caso la sessione andrebbe cifrata interamente ove possibile. Per esempio, Gmail non cifra la sessione se vi si accede digitando http://mail.google.com, ma lo fa se si digita https:// al posto di http://.

Purtroppo la maggior parte degli utenti non sa neppure di essere esposta a questo genere di rischio e quindi dissemina infinite tracce della propria identità che chiunque può raccogliere. Non sapendolo, non sa neanche di dover prendere delle contromisure, e i siti hanno la loro parte di responsabilità nel non gestire di default le sessioni usando la cifratura.

Articolo di Attivissimo, GRAZIE!!!

mercoledì 20 giugno 2007

DIFENDERSI DAI VIRUS, ECCO COME...

Infettati quasi diecimila siti italiani di ogni genere

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "pot" e "luigi".

E' sicuramente la notizia del momento: ne parlano PC al Sicuro, Punto Informatico e, in inglese, Slashdot, The Register, Websense, Trend Micro e ZDNet. Symantec elenca alcuni dei siti compromessi dall'attacco in corso da sabato scorso ai danni di un enorme numero di siti, principalmente italiani.

L'attacco è stato molto improvviso: ha preso inizio con un'infezione ai danni di oltre un migliaio di siti Web, prevalentemente italiani, che usano Internet Information Server di Microsoft; da lì è partito un contagio esponenziale.

Secondo alcune indicazioni, il provider maggiormente colpito è Aruba. I siti infettati, se visitati con un computer Windows (con qualsiasi browser) non opportunamente blindato, iniettano automaticamente nel computer del visitatore del codice ostile che consente ogni sorta di malefatta, compreso il furto di dati personali.

E' importante, per gli utenti, tenere presente che nessun genere di sito è al sicuro: risultano coinvolti anche rispettabilissimi siti commerciali e di comuni e pubbliche amministrazioni. La trappola scatta semplicemente visitando una pagina Web con un computer Windows (gli utenti Mac e Linux sono sostanzialmente immuni).

Chi usa Windows deve aggiornare appena possibile il proprio antivirus e tutti i programmi che interagiscono con Internet, oltre al proprio sistema operativo, perché l'attacco sfrutta anche falle in Apple Quicktime e WinZip. Va detto che si tratta sempre e comunque di vulnerabilità che sono già state risolte dai produttori, per cui la cosa migliore è appunto assicurarsi che il proprio computer sia completamente aggiornato, usando per esempio il servizio di verifica gratuita di Secunia.

GRAZIE: attivissimo.blogspot.com

IMMAGINI FANTASTICHE


Quanti megapixel? Parliamo di gigapixel...

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "pot" e "luigi".

Una foto da 9,9 gigapixel? Un po' troppo per la vostra fotocamera nuova di pacca? Eccovi le nuove frontiere dell'immagine digitale. Sul sito Haltadefinizione (sponsorizzato da DeAgostini) trovate un bell'esempio di utilizzo della tecnologia per consentire di visitare un'opera d'arte in un modo altrimenti impossibile.

Date un'occhiata all'affresco della Gloria di Sant'Ignazio, di Andrea Pozzo, visitabile nella chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Roma: lo potete zoomare fino a un livello di dettaglio incredibile, degno di Blade Runner, e potete anche confrontare l'opera finita con il bozzetto (che è già di per sé un'opera d'arte).


L'immagine è costituita da un collage di quasi 1200 foto, che tappezzano un'area di 149.307 pixel di larghezza per 65.984 pixel d'altezza.

Nel medesimo sito trovate anche molte altre opere d'arte visitabili virtualmente in questo modo straordinario. Quando vi dicono che l'informatica è per gli smanettoni e gli asociali, rispondete con quest'esempio.

Aggiornamento (2007/06/20): Come hanno notato alcuni lettori, la megafoto (o forse dovrei chiamarla gigafoto) contiene una sorpresa: un'immagine di Spongebob. Non è un fotomontaggio e non sembra essere uno scherzo degli autori della fotografia: è un palloncino vero e proprio, un po' sgonfio. Stranamente, però, il palloncino è appeso e non fluttua sotto l'affresco. Buona caccia :-)

GRAZIE: http://attivissimo.blogspot.com/